Colloquio di lavoro

La settimana scorsa sono stata convocata per un colloquio.

Così, lunedì mi sono recata presso la società. Mi hanno accolta gentilmente, e poi mi hanno “rinchiusa” in una stanza e mi hanno fatto compilare una scheda anagrafica.

Dopo un quarto d’ora circa, l’esaminatrice è tornata e abbiamo iniziato la nostra chiacchierata.

Come prima cosa mi ha presentato la banca, l’organizzazione aziendale e territoriale. Poi mi ha parlato del processo di selezione, dei tempi e delle modalità.

In seguito ha dato la parola alla sottoscritta. Ha fatto diverse domande, secondo me alquanto strane, e all’inizio ero tranquilla, successivamente l’agitazione ha preso il sopravvento e la mia testolina si è più volta fatta domande sulla risposta più giusta che avrei potuto dare. Mi sono lasciata guidare dall’istinto, ed ho risposto con sincerità. Non so se è una buona strategia…

Ecco alcune domande:

                     Mi parli della sua carriera scolastica;

                     Mi parli della sua tesi, del titolo, di come l’ha trovato e del reperimento delle informazioni

                     Ha mai pensato di rimanere nell’università o di esercitare la libera professione?

                     Riguardo alla libera professione, come le sembrava l’ambiente di lavoro?

                     Due cose che la fanno arrabbiare e due cose che le fanno piacere

                     Due suoi pregi e due suoi difetti

                     Se qualcuno parla male di lei, cosa fa?

                     Perché le piacerebbe lavorare in banca?

                     Che ruolo le piacerebbe ricoprire

                     Un suo sogno nel cassetto?

                     Vedo che ha giocato a pallavolo, cosa le piaceva e perché ha smesso?

                     I suoi Hobbies?

                     In un gruppo di lavoro che ruolo ricopre? Aspetto ludico, di coordinamento, ecc.?

                     Immagini questa situazione: è venerdì pomeriggio, sono le 16. il suo capo parte per le vacanze e le dice di ultimare un lavoro per lui, che deve essere pronto per lunedì. Intanto riceve una chiamata, dell’amministratore delegato del cliente più importante della vostra banca, e le chiede di preparare un lavoro in power point per lunedì, visto che il capo non c’è. Come si comporterebbe?

                     Ama leggere? Legge libri gialli?

                     Una città che le è piaciuta? Perché

                     Le sarebbe piaciuto vivere in un’altra epoca?

                     Il suo libro preferito?

                     Una situazione in cui si è sentita orgogliosa di quello che ha fatto e perché.

                     Una situazione difficile in cui si è trovata e come l’ha risolta

                     Come vive l’imprevisto?

                     Lei è il tipo che pianifica, che usa agende? Ma quelle cartacee o elettroniche?

Sono strana io, o queste domande sono un po’ anomale? È vero che bisogna capire chi si ha di fronte, ma a me sembravano strane!

Incrociamo le dita!

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Eccomi…

Eccomi di nuovo qui!

Dopo un lungo periodo di assenza, posso di nuovo aggiungere un post al mio blog scarno!

Sono davvero molto stanca, ho fatto tre concorsi in tre giorni, e spero che almeno uno, mi vada bene!

Ah, questo lavoro! Quando non c’è ci lamentiamo, quando c’è ci lamentiamo lo stesso…per motivi diversi, certo!

Oggi mi sento un pò insoddisfatta, non conosco il motivo! Forse perchè non ho fatto nulla di produttivo, o forse perchè sono stanca, o forse perchè la prospettiva che nulla di quello che ho fatto in questi tre giorni mi possa andare bene, mi getta nello sconforto!

Domani parto e devo ancora preparare la valigia, acquistare il biglietto e fare i capelli…spero di riuscire a trovare il tempo per fare tutto!

Vado, in fondo sto scrivendo cose inutili…. 

Champagne per tutti, signori!

Chi di noi non ha mai assaggiato quel magico elisir dorato (o color champagne!) dalle mille bollicine, che allegramente salgono nel flut? Sto proprio parlando dello spumante, bevanda immancabile nelle grandi occasioni e che simboleggia, per la maggior parte di noi, il passaggio dall’anno vecchio al nuovo. 

Sabato sono stata ad un convegno interessantissimo sulle possibilità della mia zona di fare spumante, vista l’abbondante materia prima, la vocazione territoriale e climatica.

L’evento si è svolto in una cantina locale, la d’Araprì , la quale nulla ha da invidiare alle cantine francesi. La suddetta cantina  è inserita in un contesto favorevole, il centro storico di San Severo , un paese che troppo spesso viene ricordato per eventi negativi, ma che ha anche tanta storia, arte e cultura gastronomica. Recentemente ha anche avuto il prestigioso riconoscimento di Città d’arte. 

Gli interventi sono stati fatti da personalità illustri, locali e non. Hanno introdotto la discussione il sindaco della città dauna, l’avvocato Santarelli e il presidente della Camera di Commercio di Foggia, il dott. Lepri. Ma il primo vero intervento è stato fatto da un’economista francese, Nathalie Viet, la quale ha parlato della storia dello champagne, di come sia riuscito ad affermarsi in Francia e nel mondo, nonostante la ridotta quantità prodotta e la concorrenza.

Il vero segreto dell’affermazione dello champagne  è stato nell’astuzia degli abitanti di Champagne, che hanno “pubblicizzato” il loro prodotto tra le classi nobili, assicurandosi così dei consumatori certi e raffinati, attenti ai particolari e al gusto, senza badare troppo ai costi elevati. Sin dal ‘700 infatti, ha accompagnato gli ospiti illustri nei loro brindisi e nelle loro serate mondane, ha suggellato promesse d’amore e vittorie politiche!

E cosa dire del packaging. La bottiglia, in principio, era adornata con un nastro colorato, di tonalità differente a seconda della zona di produzione dello chamapagne. Inconsapevolmente è stato fatto marketing, quando ancora non esisteva! Tutto questo ha reso il prodotto unico, sia per la storia e il gusto dello champagne che per la capacità di valorizzarlo e promuoverlo nel modo e nei posti giusti.

Il secondo intervento, non per ordine, ma per interesse, è stato fatto da un professore della Bocconi, carismatico e capace, con tutti i limiti del mio giudizio, vista la poca esperienza! Tuttavia, posso affermare con una certa sicurezza che questa persona aveva la capacità di catturare l’attenzione e di incuriosire, rendendo, con parole semplici ed immediate il senso di ciò che voleva trasmettere, il tutto accompagnato da tanta simpatia e da gag di vita vissuta!

Ma credo di dover spendere due parole per la persona che ha fatto in modo che questo evento riuscisse così bene. È una persona davvero in gamba, gentile e bella dentro e fuori. Ci siamo conosciuti in occasione di un lavoro in cui erano coinvolti i nostri “capi”, e che è stato affidato a noi. Abbiamo dovuto fare un viaggio in Germania (in treno) per consegnare il plico.  Finito il lavoro ne è nata una bella amicizia! E per fortuna, perché ieri ero davvero orgogliosa di essere in quel posto, e soprattutto, di essere sua amica.

Ma ora sarà meglio riportare qualche consiglio per chi avesse intenzione di intraprendere questa ambiziosa avventura di fare spumante nella nostra zona.

Ovviamente i consigli non sono miei, ma del succitato professore.

Chiunque volesse intraprendere una nuova attività, dalla produzione di spumante a quella di vino di qualità, deve porre attenzione:

         al consumatore: alle sue esigenze e al suo comportamento;

         alla differenziazione, per cercare di distinguersi da tutti gli altri che fanno prodotti uguali;

         al marchio, studiandolo attentamente e affidandosi a specialisti del settore.

 

È dunque importante cercare di creare un legame con il territorio, come hanno fatto i salentini con il Negramaro e i Baresi con il vino Castel del Monte, ma il marketing territoriale è diverso da quello aziendale!

Speriamo bene, l’idea è davvero allettante!