Autismo…questo sconosciuto

Mi occupo già da qualche anno di handicap, avendo conseguito una specializzazione su sostegno. Negli ultimi tre anni ho lavorato con ragazzi affetti dallo spettro autistico. Sono una educatrice e non un medico, per cui questo articolo sarà solo un racconto della mia esperienza e delle conoscenze che ho acquisito con l’esperienza sul campo e con la frequenza di corsi di formazione.

Mi rendo conto che la conoscenza di questa patologia è molto scarsa, soprattutto tra i colleghi curriculari.  Purtroppo la mia esperienza è maturata sul campo, non avendo mai fatto nessun corso specifico in passato e durante la specializzazione. Quest’anno però, grazie alla fondazione “Fondazione Brunello“di Vicenza, sto approfondendo molti aspetti teorici sull’argomento, che mi aiutano nella pratica di tutti i giorni, attraverso la frequenza di un corso base tenuto da psicologi e neuropsichiatri.

Ci sono dei concetti noti che mi preme ribadire in questo post:

– autistici si nasce, non si diventa. Le cause possono essere molteplici (genetiche, ambientali, etc), e, ad oggi, non è ancora stato dimostrato che i vaccini possono provocarlo;

– di autismo non si guarisce, è però molto importante una diagnosi precoce, che possa permettere un intervento tempestivo, in modo da ridurre i problemi futuri;

– gli autistici sono molto differenti gli uni dagli altri, come tutti del resto, e anche se ci sono delle caratteristiche comportamentali che contraddistinguono la patologia, in alcuni queste caratteristiche possono anche non comparire.

Nella mia piccola esperienza, i due ragazzi che segue cercano il contatto fisico, non lo rifuggono, e uno, in particolare, mi guarda dritto negli occhi. Dico questo, perché è bene che chi lavora con bimbi molto piccoli, o chi ci vive, sappia cogliere i segnali caratteristici della patologia, non facendosi ingannare da quelli che mancano. Naturalmente è sempre bene affidarsi ad esperti per essere certi della diagnosi.

In futuro illustrerò le strategie che adotto per insegnare a questi allievi speciali, che tanto mi stano dando e tanto mi stanno arricchendo.

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ACCESSO FORMALE AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

Sono laureata alla facoltà di Economia e Commercio, e uno degli esami che ho dovuto sostenere è stato quello di diritto amministrativo. Mi sono sempre chiesta quale potesse essere la sua utilità nella vita pratica, e qualche mese fa, grazie a quell’esame ho ottenuto una cosa che tanto desideravo.

Avevo fatto un concorso, superato brillantemente la prima prova (un test a risposta multipla) e scartata dopo la seconda prova (un test a risposta aperta!). Non convinta della valutazione, e sicura di ciò che sapevo, ho deciso d fare appello all’accesso formale agli atti amministrativi. Ecco come ho scritto la mia domanda:

La sottoscritta XXXXX nata il XX/XX/XXXX a XX(xx), c.a.p. XXXX, ed ivi residente alla via……, tel. ….. cell  ….., e-mail:………..CHIEDEAi sensi della Legge 241/90, del D.P.R. 352/92 e successive modifiche:         Di prendere visione e di estrarre copia del proprio elaborato, relativo alla seconda prova del concorso………………….;         Di prendere visione ed estrarre copia del verbale di valutazione del suddetto elaborato;         Di poter conoscere i criteri di valutazione utilizzati per il medesimo.La sottoscritta dichiara sotto la propria responsabilità:1) di avere titolo a chiedere quanto sopra in qualità di: persona fisica direttamente interessata, conformemente a quanto stabilito dagli artt. 23, 24, 25 della Legge n. 241/90;2) di presentare tale istanza per il seguente motivo: assicurazione della trasparenza di valutazione dell’elaborato. 3) che i dati delle proprie generalità sono veritieri;4) di essere consapevole delle sanzioni penali cui può andare incontro in caso di falsità in atti e dichiarazioni mendaci e di essere consapevole che, in caso di dichiarazioni non veritiere, la sottoscritta decade dai benefici conseguenti al provvedimento eventualmente emanato sulla base della presente dichiarazione, ai sensi di legge.  Rimanendo in attesa delle date, il luogo, e l’orario per poter procedere all’accesso personalmente o dell’invio delle copie degli atti, porgo Distinti salutiData                                                                                                                 Firma 

Mi hanno riammessa al concorso, non so se per paura che io facessi ricorso, una volta ottenuti gli atti, o per semplice fortuna!!

Spero che ciò che ho scritto possa tornare utile a quanti subiscono ingiustizie! In bocca al lupo! 

Colloquio di lavoro

La settimana scorsa sono stata convocata per un colloquio.

Così, lunedì mi sono recata presso la società. Mi hanno accolta gentilmente, e poi mi hanno “rinchiusa” in una stanza e mi hanno fatto compilare una scheda anagrafica.

Dopo un quarto d’ora circa, l’esaminatrice è tornata e abbiamo iniziato la nostra chiacchierata.

Come prima cosa mi ha presentato la banca, l’organizzazione aziendale e territoriale. Poi mi ha parlato del processo di selezione, dei tempi e delle modalità.

In seguito ha dato la parola alla sottoscritta. Ha fatto diverse domande, secondo me alquanto strane, e all’inizio ero tranquilla, successivamente l’agitazione ha preso il sopravvento e la mia testolina si è più volta fatta domande sulla risposta più giusta che avrei potuto dare. Mi sono lasciata guidare dall’istinto, ed ho risposto con sincerità. Non so se è una buona strategia…

Ecco alcune domande:

                     Mi parli della sua carriera scolastica;

                     Mi parli della sua tesi, del titolo, di come l’ha trovato e del reperimento delle informazioni

                     Ha mai pensato di rimanere nell’università o di esercitare la libera professione?

                     Riguardo alla libera professione, come le sembrava l’ambiente di lavoro?

                     Due cose che la fanno arrabbiare e due cose che le fanno piacere

                     Due suoi pregi e due suoi difetti

                     Se qualcuno parla male di lei, cosa fa?

                     Perché le piacerebbe lavorare in banca?

                     Che ruolo le piacerebbe ricoprire

                     Un suo sogno nel cassetto?

                     Vedo che ha giocato a pallavolo, cosa le piaceva e perché ha smesso?

                     I suoi Hobbies?

                     In un gruppo di lavoro che ruolo ricopre? Aspetto ludico, di coordinamento, ecc.?

                     Immagini questa situazione: è venerdì pomeriggio, sono le 16. il suo capo parte per le vacanze e le dice di ultimare un lavoro per lui, che deve essere pronto per lunedì. Intanto riceve una chiamata, dell’amministratore delegato del cliente più importante della vostra banca, e le chiede di preparare un lavoro in power point per lunedì, visto che il capo non c’è. Come si comporterebbe?

                     Ama leggere? Legge libri gialli?

                     Una città che le è piaciuta? Perché

                     Le sarebbe piaciuto vivere in un’altra epoca?

                     Il suo libro preferito?

                     Una situazione in cui si è sentita orgogliosa di quello che ha fatto e perché.

                     Una situazione difficile in cui si è trovata e come l’ha risolta

                     Come vive l’imprevisto?

                     Lei è il tipo che pianifica, che usa agende? Ma quelle cartacee o elettroniche?

Sono strana io, o queste domande sono un po’ anomale? È vero che bisogna capire chi si ha di fronte, ma a me sembravano strane!

Incrociamo le dita!

Ieri giornata no!

A lavoro abbiamo fatto una riunione, e l’invidia di un collega ha creato subbuglio! E’ arrivato ad insinuare, davanti al mio capo, che io in un anno ho perso tempo e non ho lavorato! Uscita da lavoro il nervosismo era tale che, alla fermata dell’autobus non riuscivo a trattenere le lacrime! Scivolavano contro la mia volontà sul mio viso, senza che io potessi fare nulla. Arrivata in stazione mi sono resa conto che avevo perso quasi tutti i mezzi per tornare al mio paesello, tranne un autobus! Unico neo: quest’autobus mi avrebbe lasciato in un paese vicino e avrei comunque dovuto prendere un altro mezzo. L’ho preso e sono arrivata a casa mia alle 21.30, affamata, stanchissima… Ma ahimè, mi madre non stava bene a causa di un fortissimo mal di testa, e così ho dovuto preparare la cena per me e per mio padre, ho lavato i piatti e sono corsa in camera a chiamare il mio amore. Ma il mio pessimo umore mi ha fatto dire una cosa brutta e lui, giustamente, se l’è presa! Oggi va un po’ meglio, ma solo un po’! Infatti, appena sveglia, pensieri angoscianti hanno invaso la mia mente! Vorrei essere con il mio amore, vorrei essere certa che le cose tra noi andranno come voglio, ma non so! Le distanze, il lavoro che non c’è! Oggi mi immaginavo già fra qualche anno zitella e acida e senza un lavoro gratificante. Ora penso ad un concorso che ho fra pochi giorni nella speranza di migliorare la mia condizione lavorativa e credo che non lo supererò, vista la grande difficoltà!