Favola alternativa

Ecco la fiaba più breve e più bella che hai mai letto.
C’era una volta una ragazza che domandò ad un ragazzo se voleva sposarsi con
lei.
Il ragazzo le rispose ‘NO!’
Da quel giorno, la ragazza visse felice per sempre, senza lavare, né
cucinare, né stirare per nessuno, uscendo con le sue amiche e facendo
l’amore con chi voleva, lavorando e spendendo i suoi soldi come voleva.
** FINE **
Una favola sicuramente alternativa, con un finale identico alle altre “e visse felice e contenta”…una favola che ben si adatta ai nostri giorni! Mi è stata inviata via mail da una cara amica, mi è sembrato bello pubblicarla, strappa un sorriso!

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La top ten… dei libri

Qualche settimana fa è uscito un articolo su Repubblica, riguardante la classifica dei dieci libri più belli della letteratura mondiale. Spiccano tra tutti Lev Tolstoj, con Anna Karenina e Guerra e pace. A seguire troviamo Flaubert e il colombiano Marquez, quest’ultimo ancora vivente e vincitore del premio nobel della letteratura con il suo “Cent’anni di solitudine”. Questa è la classifica stilata dagli scrittori contemporanei. Anche la mi personale classifica, comprende autori del passato, senza escludere quelli contemporanei. Ecco quali sono i libri che porterei con me ovunque (l’ordine è casuale!):

  1. Orgoglio e pregiudizio
  2. L’amante di Lady Chatterley
  3. Storia di una capinera
  4. L’esclusa
  5. Non ti muovere
  6. Cime tempestose
  7. Giulietta e Romeo
  8. Jane Eyre
  9. Chi ama torna sempre indietro
  10. Due di due

I sentimenti che animano questi libri vanno dall’amore impossibile all’amore anelato e trovato, dall’amicizia, che ci accompagna per tutta la vita e che ci sorregge nei momenti difficili, alle scelte obbligate dalla “morale” e dal mondo che ci circonda. Nel tempo la mia classifica credo cambierà, in relazione alle nuove letture, per ora però sono questi i miei libri preferiti..

CHI AMA TORNA SEMPRE INDIETRO

libro.jpgEsattamente una settimana fa, ho acquistato un libro di Guillaume Musso, dal titolo “Chi ama torna sempre indietro”. In realtà ho scoperto questo libro per caso, circa due mesi fa. Mi aggiravo tra gli scaffali di una libreria, e cercavo un libro che attirasse la mia attenzione, visto che non avevo preferenze particolari.All’improvviso sono stata folgorata da questo libro, sia per il titolo che per la copertina, delicata e calda allo stesso tempo. Lì per lì non lo acquistai, perché costava un po’ troppo. Invece lunedì scorso ho deciso di prenderlo, perché morivo dalla voglia di leggerlo. La storia è un po’ surreale, ma affascinante. Quante volte ci è balenato in testa il desiderio di tornare indietro per modificare gli eventi a nostro favore? Alcuni pensieri toccano nel profondo l’anima. Sono pensieri comuni, a cui troppo spesso, però, non diamo peso. Il concetto che regna, secondo me, è “il carpe diem” di Orazio.Nel complesso ritengo sia un buon libro, anche se risulta troppo scontato in certi capitoli e alquanto triste. Ma il finale è a sorpresa!
Giudizio finale: sono veramente felice di questo acquisto

Capitolo primo- Il primo giorno di lezione

Era una mattina calda del 23 Giugno ****. In auto, sull’autostrada, le distanze sembravano moltiplicate. L’impazienza di ritornare nella mia amata città era tanta. Avevo trascorso cinque anni della mia via, tra mille episodi, trepidazioni, amicizie, separazioni. Vi avevo trascorso gli anni dell’università, e lì, avevo imparato ad amare il mare e i marinai, il caldo sole anche d’inverno.La mia laurea, sei mesi prima, fu motivo di gioia ma anche di dolore. Dovevo dire addio alla spensieratezza della vita in collegio, alle mie amiche, che erano diventate quasi delle/sorelle, visto tutto il tempo e tutti i momenti trascorsi insieme. Dovevo dire addio alla mia città.Questo master, scoperto per caso a maggio, rappresentava per me una parentesi che mi avrebbe permesso di continuare a vivere qui e anche di guadagnare qualcosa.Nonostante tutti fossero contrari, io decisi di tentare la selezione, e la superai in modo brillante.Finalmente la macchina su cui viaggiavo giunse al campus, salutai il mio compagno di viaggio e mi recai al plesso di agraria. Il timore era tanto. Nuovi colleghi, nuova casa, nuove materie, visto che avevo conseguito una laurea in economia e mi accingevo a frequentare un master in agraria, con elementi di economia. Ma dopo un primo momento di agitazione, entrai nell’aula magna, dove ci illustrarono le materie oggetto di studio del master e ci fecero fare una breve presentazione personale.Venti corsisti, biologi, chimici, agronomi, veterinari ed economisti. Personalità diverse ma così particolari, lo capii da subito, dalla presentazione che ognuno fece di se. Non eravamo persone comuni, ma ognuno di noi aveva una particolarità che lo rendeva unico e speciale. È vero, ogni persona è unica e speciale, ma nel nostro caso non c’era un solo elemento “comune”. Finita la presentazione, mi recai in collegio, dalle mie amiche, pranzammo, ridemmo. Nel pomeriggio avevo appuntamento con il mio caro amico dell’università. Decidemmo di andare al parco, ma ahimè, giunti lì trovammo il cancello chiuso (infatti il lunedì è giorno di chiusura, ma noi non lo sapevamo!).Ci guardammo e quasi in contemporanea decidemmo di scavalcare il muretto. Per questa mia pazza idea, guadagnai graffi alle ginocchia e alla mano, ma ne valse la pena. Entrati ci accorgemmo che c’erano altri abusivi! Ci sedemmo in un posto nascosto, in modo da non dare nell’occhio nel caso passasse la guardia! Chiacchierammo tanto, erano mesi che non ci vedevamo, dal giorno della mia laurea. Il tempo volò, e la fuga all’uscita fu più complicata del previsto. Infatti, mentre all’entrata mi appoggiai ad una bicicletta per darmi una spinta, per uscire non avevo appoggi. E così, dopo risate che vaneggiavano i miei tentativi “di fuga”, finalmente il mio amico mi offrì la sua mano di appoggio.  Ero fuori! Finalmente potevo tornare in collegio.