Notte amica

Sguardi nascosti

Agli occhi invidiosi

Baci rubati, sospiri silenziosi

Mani intrecciate nel buio di una strada

Parole sussurrate nel silenzio della notte

Amore contrastato

Da chi amare non sa

Notte, l’unica complice di quest’amore puro,

lo avvolge come morbido manto

 e regala sensazioni luminose come stelle

 

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Dovrò dimenticare

Dovrò lasciare questi luoghi amati
Baciati dal sole
Che inebriano la quotidianità con i loro profumi
Dovrò dimenticare chi mi ha fatto piangere,
sorridere,  riflettere,  sospirare,  sperare…
tutto sbiadirà con il tempo
come una fotografia
che pian piano perde la sua identità
Tutto diverrà senza colore
E una parte di me morirà per sempre
Dovrò far tacere questo stupido cuore
che mi sussurra qualcosa che non voglio sentire
Qualcosa di irrazionale e irrealizzabile
Qualcosa che ho paura di accettare.

Il Nuovo Anno…Auguri a tutti voi

Indovinami, indovino,

tu che leggi nel destino:

l’anno nuovo come sarà?

Bello, brutto o metà e metà?

Trovo stampato nei miei libroni

che avrà di certo quattro stagioni,

dodici mesi, ciascuno al suo posto,

un carnevale e un ferragosto,

e il giorno dopo il lunedì

sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo

nel destino dell’anno nuovo:

per il resto anche quest’anno

sarà come gli uomini lo faranno.

Gianni Rodari

Il bacio rubato

Come soffice piuma

Ti posi su labbra incantate da note d’amore

 Socchiudo i sognanti occhi

Ed odo squilli di trombe

Mi sento librare su boschi fatati

È un attimo Riapro gli occhi

L’incanto non svanisce…

Il tempo non cancella

Stringi tra le mani questi silenzi

Che parlano di noi

Accarezza i sorrisi bagnati di sale

Sfiora i brividi che attraversano

Queste membra

Sono attimi che sfuggono come sabbia

Tra le mani Ma che lasciano segni indelebili

Non perdiamoci per sempre

Non ha senso attendere il tempo

Che cancelli Le ferite di due cuori lontani

Carpe Diem Oraziano

Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te 

 quale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo agli astri, o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:se molti inverni Giove ancor ti concedao ultimo questo che contro gli scogli fiacca le ondedel mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino

 – breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo

 e fugge il tempo geloso: carpe diem, non pensare a domani.