SAN VALENTINO, FESTA DEGLI INNAMORATI

Domani, 14 Febbraio, si festeggia San Valentino, la festa degli innamorati. La ricorrenza ha radici molto antiche. Infatti, sin dai tempi dei romani, Febbraio era il mese in cui ci si preparava alla primavera, e al contempo veniva effettuata una “lotteria d’amore”, grazie alla quale venivano scelte delle coppie che vivevano per un anno in intimità. In seguito, la festa pagana venne sostituita con quella religiosa, del vescovo martirizzato dall’imperatore Claudio II, poiché univa coppie separate da quest’ultimo.

Di amori impossibili e passionali se ne contano a centinaia nella storia dell’umanità, e vengono narrati in film, poesie, teatro, versi di canzoni. A me vengono in mente quelli a cui sono più legata, che però sono anche quelli che, purtroppo, finiscono tragicamente: Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta, Paolo e Francesca, per citare esempi della letteratura. Casablanca, il Dottor Zivago, Guerra e Pace, per citare alcuni titoli di amori travolgenti raccontati da film cult.

Sono in molti a pensare che questa sia una festa stupida e consumistica. Forse è vero, ma come ogni cosa, va vissuta con lo spirito giusto. L’amore è da sempre il sentimento che muove la penna degli uomini. Ci fa disperare, sorridere, piangere, gioire, ci accompagna in tutta l’esistenza e  vale davvero la pena di viverlo.

A tal proposito, il sito scrivere allestirà una sezione dedicata a questo evento che da la possibilità a tutti gli iscritti, e a quelli che vorranno iscriversi, di pubblicare una poesia per l’evento, ovviamente appartenente al genere “amore”.

Auguri, dunque, a tutti gli innamorati, a quelli che sono felici e a quelli che non lo sono, ma che hanno il cuore ricolmo di amore per qualcuno.  

Favola alternativa

Ecco la fiaba più breve e più bella che hai mai letto.
C’era una volta una ragazza che domandò ad un ragazzo se voleva sposarsi con
lei.
Il ragazzo le rispose ‘NO!’
Da quel giorno, la ragazza visse felice per sempre, senza lavare, né
cucinare, né stirare per nessuno, uscendo con le sue amiche e facendo
l’amore con chi voleva, lavorando e spendendo i suoi soldi come voleva.
** FINE **
Una favola sicuramente alternativa, con un finale identico alle altre “e visse felice e contenta”…una favola che ben si adatta ai nostri giorni! Mi è stata inviata via mail da una cara amica, mi è sembrato bello pubblicarla, strappa un sorriso!

Prodi a casa

Anch’io, come Giovy, mi vergogno di essere rappresentata dalle persone che ieri hanno dato spettacolo a Roma, mi vergogno di far parte di quelli che permettono ancora a queste persone di ridicolizzare la nostra bella patria. E soprattutto, mi vergogno di aver pensato male di questo governo appena caduto, adducendo argomentazioni qualunquiste, con chi, giustamente, si ostinava a difenderlo. Ora, mi rendo conto che ciò che è passato era il male minore. Pensare di ritornare a votare, mi fa venire i brividi e mi fa sentire impotente, perchè so che non potrò fare nulla. Pensare che si candiderà di nuovo Berlusconi, mi fa venir voglia di piangere e di andare via.

Invito chiunque capiti su questo blog a leggere questo articolo, e a diffonderlo se crede nel governo passato. Internet è un mezzo potentissimo, usiamolo bene, magari riusciremo a cambiare qualcosa…forse…forse sono troppo ottimista

Vivi a Napoli e poi…muori

“Guarda Napoli e poi muori”, così cantavano i Pooh, in una canzone dell’album “Uomini soli”. Io, oggi scriverei, “Vivi a Napoli e poi muori”, tratta da nessun album famoso, ma dove i protagonisti sono sempre “Uomini soli”, i napoletani in senso lato, anche quelli della provincia, abbandonati al loro destino, ricoperti dall’immondizia, preoccupati per la loro salute e che sono stati costretti a farsi giustizia da se, anche se scioccamente, perché bruciando immondizia liberano diossina e si avvelenano…ma la disperazione porta a gesti estremi e vedere i propri cari che si ammalano di cancro fa crescere la rabbia…Saviano ha scritto un bellissimo articolo sulla “Repubblica”, val la pena di leggerlo e di riflettere. L’Italia è allo sfascio, aumenta il gasolio, aumentano i prezzi dei beni di prima necessità, diventa costosissimo spostarsi nonostante i servizi non accennino a migliorare, e si sguazza nell’illegalità. Se qualcuno cerca di opporsi viene messo nell’ombra per poi essere eliminato. E noi che subiamo tutto questo. Io stessa resto qui inerme e attonita, mentre leggo le notizie. Vorrei reagire per avere un futuro migliore e per garantirlo ai miei figli e ai miei nipoti, ma cosa fare? Il grande Rino Gaetano “cantava 20 anni fa “nuntereggae più” . Chissà cosa penserebbe se scoprisse che la situazione non è cambiata affatto a distanza di anni…

Il Nuovo Anno…Auguri a tutti voi

Indovinami, indovino,

tu che leggi nel destino:

l’anno nuovo come sarà?

Bello, brutto o metà e metà?

Trovo stampato nei miei libroni

che avrà di certo quattro stagioni,

dodici mesi, ciascuno al suo posto,

un carnevale e un ferragosto,

e il giorno dopo il lunedì

sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo

nel destino dell’anno nuovo:

per il resto anche quest’anno

sarà come gli uomini lo faranno.

Gianni Rodari

Pappagalli verdi

pappagalliverdi.gifHo finito di leggere un libro stupendo, che mi è stato regalato per il mio compleanno da una persona stupenda. Perchè, solo chi ha un animo speciale può farti un regalo simile. Il nome è “Pappagalli verdi” di Gino Strada, e non ha nulla a che fare con l’ornitologia. E’ una cronaca di guerra del fondatore di “Emergency“.

Pappagalli verdi: è il colore delle mine antiuomo create in Italia, che hanno una forma che ricorda quella dei pappagalli, creati a posta per incuriosire i più piccole. Le anime innocenti che hanno avuto la sfortuna di nascere in luoghi che non conoscono pace. Le anime innocenti che non hanno giochi come i bimbi del nostro paese, e attirati da questi oggetti che ricordano gli aeroplani si illudono di aver trovato qualcosa che gli allieterà, scoprendo invece, che dopo pochi minuti dilanierà il loro corpo e quello di tutti i bimbi a cui è stato mostrato. Sì, perchè questa mina non esplode subito, c’è una mente malvagia dietro la loro costruzione. Esplode dopo che è stata portata via, magari mostrata agli altri del gruppo.

Il libro è breve, circa 140 pagine, ma io ci ho messo un po’ per leggerlo. E’ crudo, perchè cruda è la realtà, ed ogni parola, ogni riga  entra nel profondo dell’anima, ti cambia, ti scruta e fa emergere il buono che hai dentro, ti fa prendere coscienza di quanto inutili siano i problemi quotidiani, le ansie e di quanta sofferenza c’è nel mondo. In ogni pagina c’è una piccola mappa dell’Europa e dell’Africa, utilizzata dall’autore sia per mostrarci i posti di cui parlerà, sia per permetterci di memorizzare i luoghi della sofferenza, che troppo spesso ignoriamo.

Se potete, leggete questo libro. Aprirà i vostri occhi e vi migliorerà. 

Qua e la per l’Italia (Dal Trentino alla Sicilia)

dsci0309.jpgOrmai è passato quasi un mese dall’inizio delle mie “peregrinazioni”…

Andiamo con ordine, però, così mi seguirete nei miei viaggi senza difficoltà e potrete trovare (spero) notizie utili per i vostri viaggi.

01-11-2007: Partenza per il Trentino Alto Adige. Non c’ero mai stata in questa regione, e speravo di andarci in estate. L’invito che mi è stato fatto non poteva essere rifiutato. I paesaggi sono molto simili a quelli austriaci: casette ricoperte di legno, animali che pascolano, foreste di abeti, campanili appuntiti…Il paesino dove abbiamo dormito si chiama Castelrotto, sotto le Alpi di Siusi. È un luogo affascinante, curato e pulito, con un sentiero religioso che porta in cima ad una montagna. Si narra che questi luoghi fossero dimora di streghe, e gli abitanti del posto ci sono così affezionati che hanno adottato l’immagine della vecchina come mascotte pubblicitaria.

Tralasciando le leggende e calandoci nella realtà, vi parlerò del B&B dove abbiamo dormito, il cui nome è Villa Gabriela.

Il luogo è fantastico, una casa immersa nel verde, isolata dalla cittadina e con paesaggi mozzafiato. L’unico neo è il forte odore di letame, poiché ci sono tantissime vacche nei dintorni. Le stanze sono curate nei particolari, completamente rivestite in legno, un bagno discretamente grande e particolari romantici sparsi in tutto l’hotel. Anche la sala ristorante lascia senza parole. Chi avrà la fortuna di capitare in prossimità della vetrata che sostituisce la parete in freddo cemento, godrà della vista di un soffice manto verde ai piedi delle montagne. Ma non sono tutte rose e fiori…la cucina è ottima e ricercata, nonchè raffinata. Ma, sul sito omettono che nella mezza pensione non sono incluse le bevande…come nelle crociere. E così, per quei poveri sprovveduti che non lo sanno, capita di avere una bella sorpresa sul conto finale…l’acqua in Trentino è oro! Lo è dappertutto ormai, ma non credevo fino a questo punto. Dunque consiglio a tutti di farsi una bella scorta d’acqua almeno per la stanza, purtroppo a cena dovrete pagare a parte!

07-11-2007: Partenza per Taormina. Per arrivare in Sicilia, ovviamente, il mezzo più veloce è l’aereo! E invece no! O meglio, l’aereo ci mette pochissimo ad arrivare in Sicilia dalla Campania, ma gli spostamenti per arrivare ai vari aeroporti sono allucinanti! Da Foggia a Taormina abbiamo impiegato esattamente 9 ore!!! Ma ne è valsa la pena! Quando siamo arrivati pioveva parecchio, ma nei giorni successivi il sole ci ha mostrato i colori di una terra splendida. Spalancando le imposte dell’hotel si presentava una vista mai vista (scusate il gioco di parole)! A destra l’Etna innevato e a sinistra il mare, calmo, dorato…al centro distese verdi, palme, fiori…L’Hotel è posto in posizione strategica e costa tantissimo perchè è un 4 stelle, ma il servizio…Vi consiglio di alloggiare altrove…La tappezzeria era macchiata e in stanza, come in tutto l’hotel, c’era forte odore di polvere. Inoltre, nella sala ristorante, le tovaglie erano macchiate, sin dalla colazione. Ma passiamo oltre. A Novembre sembrava di essere in primavera, c’erano ciclamini e rondini…A Taormina sono da visitare il Teatro Greco, Piazza Duomo, il convento di San Domenico e il borgo antico, ricco di botteghe e locali all’aperto. Tra l’altro, a proposito di locali all’aperto, in quei giorni a Taormina stavano girando l’ultimo film di Verdone e della Gerini e una scena era ambientata in un bar di Piazza Duomo. Per alcuni minuti ci siamo tutti dovuti fermare e zittire per non interferire con le riprese. Purtroppo non ho potuto visitare altri posti, come Catania o i famosi Giardini Naxsos. Ma conto di tornarci presto, ne vale davvero la pena!